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Nouvelles de Chrétienté 77
Nova et Vetera
N° 9 – 2009
UN PAPA
PER DUE CHIESE?
© DICI
Analisi sulla vita della Chiesa
Benvenuti nella chiesa di san Giuseppe
La chiesa, lun-
ga 66 m per 26
m di larghezza,
si compone di
tre navate sot-
to una volta di
18 m di altez-
za: una navata
centrale e due
navate latera-
li di uguale al-
tezza e separa-
te da due ile di colonne di stile corinzio.
Essa possiede due campane: un campa-
none denominato Leopoldino, che pesa
1800 kg, benedetto il 3 marzo 1857, e una
campana di 130 kg.
sa» (Lettera agli Amici e Benefat-
tori n°61, Ognissanti 2001).
La Chiesa di san Giuseppe
si trova nel quartiere Leopoldo,
un’estensione del 1838 della città
di Bruxelles voluta dal re Leopol-
do I. L’architetto del re, Tilman-
François Suys (1783-1861), ricevet-
te l’incarico dell’ampliamento e
dell’abbellimento della capitale del
Belgio.
Da ogni lato del coro, trovano posto degli
stalli in stile rinascimento dello scultore
Charles Geerts. Sono sormontati da del-
le arcate in cui s’intravedono Nostro Si-
gnore Gesù Cristo, i dodici apostoli e san
Paolo.
«In occasione della Festa di
Ognissanti, anniversario della fon-
dazione della Fraternità Sacerdota-
le San Pio X, abbiamo avuto la gio-
ia di veder restituita al culto catto-
lico una magniica chiesa nel pieno
centro di Bruxelles. Questa chiesa
di 2.400 m², costruita verso il 1850
fu per molto tempo il santuario na-
zionale belga dedicato a san Giu-
seppe. Tenuto dai Redentoristi, è
stato l’ediicio religioso in cui la
Messa tradizionale è stata celebra-
ta uicialmente più a lungo, mol-
to tempo dopo il 1969. Lo abbia-
mo potuto acquistare da un grup-
po siriano che vi ha celebrato i pro-
pri uici religiosi per una quindici-
na d’anni.
La costruzione dell’ediicio
(1842-1849) iniziò con la posa della
prima pietra il 6 aprile 1842 da par-
te del cardinale Englebert Sterckx
(1792-1867). La consacrazione del-
la chiesa ebbe luogo il 24 giugno
1874 da parte del nunzio apostolico,
Mons. Cattani. Questo santuario
nazionale fu dedicato a san Giusep-
pe, patrono del Belgio dal 1679.
L’altare maggiore è di marmo bianco scol-
pito e sormontato da due personaggi del
Vecchio Testamento rappresentanti i sa-
criici della legge antica: a destra si trova
Melchisedech, a sinistra Aronne. Dietro
l’altare, potete vedere un immenso qua-
dro alto 13 m del pittore Antoine Wiertz
(1806-1865), soprannominato il “iloso-
fo col pennello”. Si tratta di una rappre-
sentazione della Santa Famiglia durante
la fuga in Egitto. In primo piano, san Giu-
seppe, protettore della famiglia divina.
Esaltando l’uso del vetro e del-
la pietra blu estratte dalle cave val-
segue a p. 4
La chiesa è ornata di veri e propri gioielli
di ebanisteria: la balaustra
«Ci sembra che questa acquisi-
zione sia fortemente simbolica. Es-
sa esprime abbastanza bene la no-
stra situazione e il nostro operare:
restaurare per quanto ci è possibile
la Tradizione cattolica nella Chie-
Gli otto confessionali sui due lati del-
la chiesa, opera dello scultore Charles
Geerts.
Il pulpito della verità, opera dello scultore
François Vermeulen de Louvain del 1862,
dove è raigurata la Santa Vergine cir-
condata da san Girolamo, a sinistra, e da
sant’Agostino, a destra.
Editoriale
La pastorale dello struzzo
Fraternità
Sacerdotale
San pio x
All’inizio del grave contrasto dottrinale che oppose Mons. Lefebvre a Paolo
VI, un giornalista italiano si chiedeva cosa rendesse malato il Papa, e rispose con
un gioco di parole: “Ha
le
febbre!”. È una battuta di spirito, ma non è esatto nel
senso stretto del termine, perché il fondatore di Écône segnalava una febbre di cui
non era la causa.
nova et Vetera
rivista esclusivamente
online
È ciò che possiamo osservare nuovamente con la sovraesposizione mediatica ri-
servata al decreto del 21 gennaio 2009. Vescovi, sacerdoti, uomini politici, accade-
mici, giornalisti… ne hanno parlato tutti! La Fraternità, con i suoi 500 preti, rap-
presenta dunque un pericolo tanto considerevole? Non lei direttamente, ma ciò
che essa rappresenta! La Fraternità è la cattiva coscienza della Chiesa conciliare.
Rappresenta ciò che esisteva prima del Vaticano II e che dopo non si voleva più.
www.sanpiox.it
per essere sempre
informato
sulla vita della chiesa
sito uiciale
di informazione della
casa Generalizia
(Fraternité Sacerdotale
Saint pie x
Menzinghen, Svizzera)
in francese e in inglese:
www.dici.org
Ci si era convinti che questa piaga tradizionalista si sarebbe estinta con quei no-
stalgici che non avevano potuto o saputo adattarvisi. Ora ecco che quei nostalgici
hanno una posterità numerosa e ben viva, che constata la drammatica rarefazione
delle vocazioni, l’angosciosa desertiicazione delle chiese. E che intende proprio ri-
tornare non allo
statu quo ante
, ma ai principi della fede cattolica tradizionale il cui
abbandono è la causa di questa febbre mortale che mina la Chiesa di oggi.
Quando non si vogliono contestare quei mali che saltano agli occhi di tutti, si
può essere tentati di rompere il termometro. È la pastorale dello struzzo.
SOMMARIO
Benvenuti nella chiesa di San Giuseppe ................................................................................................. 2
Un decreto rivelatore............................................................................................................................... 5
A. Delaroche
Un Papa per due Chiese?......................................................................................................................... 8
Abbé Alain Lorans
VIII Congresso teologico di «sì sì no no» ............................................................................................. 16
Ainché tutti possano ritrovare i frutti della santità nella Chiesa!
.......................................................... 18
Intervista a Mons. Bernard Fellay
In Memoriam ........................................................................................................................................ 23
Abbé Christian houvenot
Nova et Vetera Nº 9
2009
•
lone, Tilman-François Suys rompe
con l’aspetto tradizionale delle fac-
ciate di Bruxelles, intonacate e di-
pinte di colori chiari ereditate dal
classicismo. L’architetto del re rap-
presenta la transizione tra il classi-
cismo e il neo-rinascimento. Ispi-
randosi alla chiesa romana di Tri-
nità dei Monti, ediicò una chiesa
di forma basilicale situata sul lar-
go Frère-Orban, oasi di verde cre-
ata nel 1860, sempre secondo i suoi
piani. La facciata della chiesa pre-
senta un rilievo al di sopra del por-
tone centrale, il
Trionfo della Fede
.
La Pietà, Madonna della pietà o Mater Dolorosa, è una statua della Santa Ver-
gine che tiene sulle ginocchia il corpo del proprio Figlio tolto dalla Croce, rea-
lizzata dallo scultore Vermeulen.
Chiesa di San Giuseppe
Square Frère Orban 2 – 1040 Brussels
telefono: +32 02 550 00 20 (priorato); +32 0474 860 755 (chiesa)
sito internet: http://www.stpiex.be
Orari delle funzioni
La statua della Sacra Famiglia, opera di F.
Deckers del 1886, ricorda che la chiesa di
san Giuseppe era sede dal 1863 di un’im-
portante arciconfraternita dallo stesso
nome, che nel 1913 contava 3700 asso-
ciati.
Domenica e festivi
Messa bassa: 8.00 – Messa cantata: 10.00
rosario: 17.00 – Vespri e benedizione: 17.30
In settimana
rosario: 17.30 –Messa: 18.00
Benedizione eucaristica: giovedì dopo la Messa
4
•
Un decreto rivelatore
A. Delaroche
ha suscitato delle reazioni
sorprendenti se si considera la per-
sonalità dei loro autori. Da un me-
se, si vedono dei giornalisti, degli
accademici poco noti ino a oggi
per le loro convinzioni cattoliche,
prendere le difese del Vaticano II,
attaccare il papa Benedetto XVI in
nome del Concilio, perché ai loro
occhi il ritiro delle scomuniche ri-
mette in causa le conquiste conci-
liari. Venendo da loro, questo uso
del Vaticano II contro il papa è per
lo meno sorprendente.
nere le conquiste del Vaticano II
messe in pericolo, secondo loro, da
papa Benedetto XVI. In «Le Mon-
de»
del 5 febbraio, Fiammetta Ven-
ner s’interroga devotamente a pro-
posito delle scomuniche: «Si tratta
di sapere se l’
“unità della Chiesa”
si
farà a scapito di quelli che restano
legati al Vaticano II, al suo ecume-
nismo».
che l’espressione “Vaticano -2” og-
gi si ritrova negli scritti di Chri-
stian Terras, direttore di «Golias»:
«50 anni dopo il Concilio – 22 gen-
naio 2009. Dal Vaticano II al Va-
ticano meno II»; anche Terras par-
la di “parentesi”: «In fondo, per
Benedetto XVI – Joseph Ratzin-
ger, il Concilio avrà semplicemen-
te rappresentato una spiacevole
parentesi, che degli ingenui avran-
no creduto “incantevole”».
Sembra un sogno! Questa col-
laboratrice di «Charlie Hebdo»,
il settimanale sinistrorso erede
dell’anticlericalismo del XIX se-
colo, dà il proprio sostegno a tutti
quelli che sono legati al Vaticano
II! Già nel settembre 2008, quan-
L’11 settembre 2008, Fiammet-
ta Venner predicava a favore di
«Golias»
nel quotidiano comuni-
sta «L’Humanité»: «Appena
Témoi-
gnage chrétien
o
Golias
fanno un dos-
sier troppo militante, c’è una re-
plica della diocesi, con degli atti
di emarginazione, di difamazione
nei confronti dei cattolici demo-
cratici». Anche lì, ci stroiniamo gli
occhi per sapere se leggiamo dav-
vero «L’Humanité»,
per cui la re-
ligione è sinonimo di alienazione,
che vede in Dio l’oppio dei popoli…
Marx deve rigirarsi nella tomba!
Allo stesso modo, questo decre-
to ha provocato delle dichiarazio-
ni che rivelano le tensioni crescenti
all’interno della Chiesa. Vediamo
così apparire presso vescovi e sa-
cerdoti delle divergenze non da po-
co sul Concilio e la sua interpreta-
zione. A questo proposito, il docu-
mento romano del 21 gennaio fun-
ziona da rivelatore.
Reazioni sorprendenti
Il sito Internet che presentava i
Nouveaux soldats du pape
, già nel set-
tembre 2008, esprimeva la propria
paura per un ritiro delle scomuni-
che: «I tradizionalisti scomunicati
da Giovanni Paolo II rientreranno
poco a poco nei loro ranghi, non fa-
cendo penitenza, ma come dei veri
“vincitori”: potranno dire la messa
come vogliono e la maggior parte
delle loro idee saranno riprese ui-
cialmente dalla Chiesa!».
Alla televisione, alla radio, sui
giornali, è intervenuto Frédéric Le-
noir, direttore del «Monde des Re-
ligions» che, in occasione della visi-
ta del papa a Parigi nel 2008, si mo-
strava come un giornalista in dii-
coltà con la gerarchia cattolica, a
causa della sua presentazione riso-
lutamente laica della religione. Ab-
biamo anche potuto vedere, ascol-
tare e leggere Fiammetta Venner e
Caroline Fourest, le due coautrici
dei
Nouveaux soldats du pape. Les lé-
gionnaires du Christ, l’Opus Dei et les
traditionalistes
(Ed. Panama). Sia
l’una che l’altra sono delle militanti
attive del movimento omosessua-
le e dei gruppi di pressione a favo-
re dell’aborto. Esse si richiamano a
dei “valori” che non sono precisa-
mente quelli difesi dalla Santa Se-
de; ciò non impedisce loro di soste-
do uscì il loro libro – in occasio-
ne della venuta del papa in Fran-
cia –, Fiammetta Venner e Caroli-
ne Fourest presentavano la loro re-
quisitoria in questi termini: «Il cat-
tolicesimo talvolta dà l’impressio-
ne di essere riuscito nel suo
aggior-
namento
. Eppure l’elezione di Be-
nedetto XVI segna il trionfo degli
intransigenti a danno dei cattolici
modernisti. Fino a che punto arri-
verà questa svolta reazionaria del-
la Chiesa cattolica? Fino a fare del
Concilio Vaticano II una paren-
tesi chiusa in fretta? Fino al Vati-
cano meno II?». Possiamo notare
Come spiegare una tale cura ge-
losa della salvaguardia del Conci-
lio Vaticano II da parte di perso-
ne così poco interessate alla teolo-
gia o al semplice catechismo? Non
c’è forse, lì, una strumentalizza-
zione dell’insegnamento concilia-
re per dei ini politici antireligiosi?
Ma allora, in che modo tale inse-
gnamento si può prestare a una ta-
le manovra? Queste domande sol-
5
I
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